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Intervista a Chiara Poletti – Shareholder di POLFIL Snc
Polfil nasce nel 1974 a Bologna, con un nome che unisce le prime lettere del cognome del fondatore, Poletti, e le prime dell’oggetto concreto dell’azienda, il filo. In questa fattispecie si tratta di filo realizzato appositamente per cucire, quello che abitualmente viene chiamato “cucirino”. Un prodotto poco esibito, ma assolutamente indispensabile per un numero grandissimo di prodotti di uso quotidiano e non: dagli abiti alla biancheria fino alle tute da subacqueo o i retini per acchiappare farfalle… Una di quelle cose che, come si suol dire, “c’è ma non si vede”.
Era assolutamente invisibile proprio il primo dei cucirini trattati da Polfil, realizzato in nylon in diversi spessori, utile sia per cucire orli che per pescare pesci. Da quel primo successo si è arrivati ad un ampliamento di gamma notevolissimo, sia in termini di fibre – poliestere, cotone, accoppiati vari – sia in termini di colori. Ora le sfumature tra cui scegliere sono oltre 300.
Il punto di forza dell’azienda è di disporre delle soluzioni per cucire di tutti i possibili settori in cui si impiega il filo: abbigliamento, ovviamente, ma anche scarpe, materassi, divani, e poi ancora libri da rilegare e guanti da lavoro, tende ignifughe e vele marine.
La recente acquisizione di un’azienda produttrice di bobinette per ricamo allarga ulteriormente gli sbocchi di mercato.
Altro punto di forza – che è quasi un “punto d’onore” – è la rapidità della consegna. Grazie a un magazzino sempre rifornito, il cliente viene accontentato immediatamente.
Nel frattempo, le esigenze si sono complicate: non solo dal punto di vista dell’informatizzazione e delle esigenze di un marketing segmentato in base ai settori di provenienza della clientela ma anche delle esigenze di tutela dell’ambiente. Il marchio Oekotex accompagna ogni prodotto, si presta molta attenzione al riciclo degli scarti produttivi, arrivando pure a elaborare un poliestere ricavato dalla rilavorazione delle bottiglie di plastica che altrimenti resterebbero nell’ambiente per secoli.
Infine, un occhio rivolto al grande mondo: vengono aperte filiali prima in Tunisia, poi in Albania, a Bacali e a Durazzo. Con l’adesione al progetto delle “Colonie della moda” il filo per cucire viene inviato direttamente alle imprese di produzione italiane che operano all’estero con consistenti risparmi sulle spese doganali e di trasporto. Il tutto restando un’azienda “a misura di cliente”, di dimensione adeguata a tutte le esigenze commerciali, dalla grande azienda al piccolo laboratorio, grazie alla capacità di interpretare i bisogni di tutta la clientela.